MERCATI E MECENATI

Tra XII e XV secolo i governi cittadini di tutta Italia ed Europa incentivarono l’economia del proprio tempo istituendo periodicamente grandi mercati e fiere, capaci  di mobilitare artigiani e mercanti da ogni d’ove, per commerciare i propri prodotti ed offrire la propria manualità al miglior committente.
Signorie e comuni, al fine di incentivare e garantir nuove manifatture di pregio e qualità, spesso ricorsero all’emanazione di bandi pubblici, offrendo vantaggi e ricompense, a favore di quegli artigiani emigranti, che trasferendosi da una città in un’altra avessero portato con se la propria attività.  

Ma fu tra questo colorato e movimentato contesto economico, che, dalle grandi corti dei Principi, ai nascenti Comuni, si fece strada il fenomeno del “Mecenatismo“,  

Esso, insieme alle fiere ed i mercati, mobilitò un gran numero di artisti da tutta Italia ed Europa, ciascuno specializzato nelle più variegate forme d’arte, contribuendo oltre che al fiorire delle botteghe ed allo sviluppo di nuove manifatture, anche ad alimentare la ruota dell’economia medio-rinascimentale, che accresceva una società ed un economia di lusso votata ad un culto estremo per l’eleganza e lo splendore in ogni sua forma e contesto.
In una costante lotta di classe e sfide di potere, principi, signori e facoltosi mercanti accorrevano numerosi alla ricerca di artisti in grado di affermare il potere delle proprie casate nel tempo, realizzando mirabili capolavori di vanto e strabilia.

Non esisteva per codesti capolavori una “spesa eccessiva”, e come comprova la scarsa attenzione alla “prodigalità”, ovvero lo smisurato spendere, senza ordine, senza modo e senza misura in doni privi di giudizio:

l’uomo veramente liberale ha cura della roba sua, e non la dispensa indifferentemente, e senza senno, per servirsene poi dove è fortemente necessario in quei tempi e luoghi, e con quelle persone, che l’oneste, e le debite circostanze della virtù lo richiedono.”

Il concorso Chiamata alle arti si vuole ispirare a nella sua forma rievocativa a questi temi ed a questo ricco contesto artistico, riportando alla luce antiche manifatture, abilità ed oggetti, caratteristici di un passato e di una cultura amante del bello che ha contribuito a generare le basi dell’attuale società moderna.

 

Bibliografia

– Fatto in Italia: dal Medioevo al Made in Italy, La Venaria Reale;
– La grande storia dell’artigianato Vol. II – F.Franceschini, G.Fossi;
– Donne al lavoro nell’Italia e nell’Europa medievale, Maria Paola Zanoboni;
– Salariati nel Medieovo. <<Guadagnando bene e lealmente il proprio compenso fino al calar del sole>> Maria Paola Zanoboni
– Statuti delle Arti dei Corazzai, dei Chiavaioli, Ferraioli e Calderai e dei Fabbri di Firenze (1321-1344) Giulia Camerani Marri.