LE VIRTU’ CARDINALI

Secondo la raffinata tradizione culturale dell’allegoria medievale, ai “meliori artigiani” sarà attribuito come magno titolo, una Virtu’ cardinale, tratta dall’ Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti.  
L’impersonificazione di ciascuna d’esse, viene accostata per l’occasione, da un motto che elogi doti e pregi dell’artista.

 

– 1° Classificato –

“FABER EST SUAE QUISQUE FORTUNAE”

La traduzione di questa locuzione latina significa letteralmente, Ciascuno è artefice della propria sorte” .  L’espressione incarna la teoria dell’homo faber, secondo cui l’unico artefice del proprio destino èl’uomo stesso.

Spesso questa espressione rappresentava il contrapporsi dell’uomo all’idea del fato, per divenire responsabile protagonista delle proprie azioni o nella lotta contro il bisogno e la miseria.

Questa teoria verrà in seguito sviluppata soprattutto durante l’Umanesimo e il Rinascimento, specialmente alla luce della riconsiderazione del rapporto tra virtù e fortuna intesa come destino e dell’uomo in genere. Se, infatti, nel Medioevo l’uomo è considerato succube del destino, nell’Umanesimo e nel Rinascimento esso è visto come intelligente, astuto ed energico, e perciò capace di utilizzare al meglio ciò che la natura gli offre ed essere dunque artefice del proprio destino.

Fortitudo

La fortezza assicura, nelle difficoltà, la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rappresenta la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi ai contrattempi, di perseverare nel cammino di perfezione, cioè di andare avanti ad ogni costo, senza lasciarsi vincere dalla pigrizia, dalla viltà e dalla paura. La fortezza si oppone alla pusillanimità che, come insegna Tommaso d’Aquino, è il difetto di chi non sfrutta al massimo le proprie possibilità, cioè non si esprime nella pienezza delle sue potenzialità, facendosi cullare dalla pigrizia o accontentandosi di condurre un’esistenza vuota.

– 2° Classificato  –

“ARBITER ELEGANTIARUM”

Questo appellativo, dato da Tacito negli Annali  a Gaio Petronio,  prende il significato di “Arbitro delle eleganze“. L’epiteto venne attribuito a proposito di persone dotate di gusti dai toni ricercati e dai modi raffinati in qualsiasi manifestazione, specialmente nel vestire.

Magnanimitas

Magnanimità significa letteralmente magnus, “grande”, ed anĭmus, “animo”: esprime appunto la grandezza d’animo di un individuo.

Codesta virtù rappresenta la capacità acquisitrice e moderatrice di onori e fama, tipica soltanto di colui che senza ricadere nel difetto della pusillanimità, si dimostra degno di aspirare e ricevere onore e fama senza saper eccedere di presunzione.

 3° Classificato

“LAUDATOR TEMPORIS ACTI”

 Orazio attribuì questa qualità agli anziani saggi, in quanto lodatori dei tempi passati, si dimostravano attratti, riconoscenti e nostalgici  verso quella cultura e quelle tradizioni tipiche dei tempi classici passati.

Iustitia

La giustizia consisteva nella volontà costante e ferma di dare a Dio ed al prossimo ciò che è dovuto, e per mezzo di essa, operare ciò che era bene nei riguardi di Dio, di se stessi e del prossimo.

Essa rappresentava la più importante tra le virtù cardinali poiché “chi pratica la giustizia, è giusto come Egli [Cristo], mentre chi non pratica la giustizia non è da Dio” secondo San Giovanni.

– Premio Giuria Popolare –

“VOX POPULI VOX DEI”

Sentenza d’antica tradizione medievale, che si ripete talvolta per significare che opinioni e giudizi popolari devono o possono ritenersi veri e giusti.

Concordia

Concordia, diretta conseguenza della Giustizia, è assisa su una sedia e con in grembo una pialla, simbolo di uguaglianza e “livellatrice” dei contrasti.

La corda è tenuta in pugno da ventiquattro cittadini allineati a fianco della Concordia e simboleggianti la comunità. Questi sono vestiti in maniera diversa e sono quindi di varia estrazione sociale e di varia professione.